Ciao, di dove sei? Di Roma. Sì, anche se abito da oltre 20 anni a Campi Bisenzio (Firenze, Toscana) io sono di Roma. Vivo e abito a Campi ma sono romana e questo non si cambia.
Si cambia il modo di vivere ma questo cambia anche perché si cresce. Si cambia il modo di vedere la vita perché dovunque tu sia spesso sei nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Vorresti tutta la tua famiglia, quella di origine e quella acquisita, sempre con te. Per non perdere nulla, nessun momento di gioia o di dolore da condividere.
Questo non è possibile: ci sono 220 chilometri di autostrada (più il tratto cittadino) che separano questo sogno.
Però questo trasferimento forse è nel mio DNA. Sono sempre stata fiera delle mie origini. Toscana, Lazio, Veneto, Svizzera e Austria scorrono nel mio sangue grazie ai trasferimenti dei miei avi. E nei miei ricordi più recenti ci sono mio padre, veneziano, trasferito da adolescente a Roma ma che viveva a Milano e mia zia materna che è andata a vivere a Pisa.
Io, in particolare, ho sempre sentito la vicinanza, grazie ai racconti di mia nonna, con la Svizzera, anche se ci sono stata solo da molto piccola e vorrei tanto tornarci per visitare i luoghi dove è nata la mia bisnonna.
Trisavoli, bisnonni, nonni che si sono spostati per vivere o lavorare in giro per il mondo o da una regione all’altra. Ma io mi sono sempre sentita tanto legata alla mia città e alla mia famiglia e non avrei mai sentito il bisogno di trasferirmi, se non fosse perché mi sono innamorata di un ragazzo fiorentino. E pensare che nella mia mente avevo sempre l’idea di dover tornare a visitare Firenze pria o poi…
Insomma, ora vivo sospesa tra due realtà quella di origine e quella di destinazione, vorrei essere sempre in entrambi i posti per non perdere nulla della vita delle persone a cui voglio bene ma ovviamente è impossibile. Visto che amo la fantascienza spero sempre che inventino il teletrasporto per poter stare dove voglio in pochi attimi. Per fortuna che esistono il telefono e le videochiamate che mi fanno sentire un pochino più vicina a tutti e i viaggi sono meno scomodi di un tempo.
Infine, per non venire meno alle tradizioni di famiglia, anche mio figlio ha il cuore diviso tra due realtà tanto diverse tra loro, Italia e Russia. Però questo è l’inizio di un’altra storia che se vorrà scriveremo assieme un giorno.