Sono anni che non scrivo nulla, né per lavoro né per passione. Qualcosa si è bloccato, prima dovevo dividermi tra figliolo che cresceva, il lavoro, la casa, il marito, le famiglie di origine, gli amici e i gatti… poi la mano destra non rispondeva più bene, tanti esami, controlli poi finalmente la diagnosi.
Sì, non ero pronta, credevo che dopo l’operazione al seno tutto stesse andando bene.
Durante l’operazione al seno avevo vissuto tutto come se fossi stata un’estranea, come se non stesse succedendo a me, operazione, chemio, radio e poi tutto finito, per 5 anni una pastiglia e ogni 6 mesi i controlli. Tutto ok, avevo ripreso il mio lavoro, la routine era ricominciata.
Ma ora non capivo come mai la mano si stesse ribellando alla mia volontà; mi cadevano le cose dalla mano, non avevo più forza nella presa, poi sono arrivate delle piccole scosse e intanto facevo controlli.
Una piccola cellula, o forse più di una, impazzita era sfuggita all’operazione, alla chemio, alla radioterapia e era andata a crescere nel mio cervello. Due metastasi erano partite dal seno, non un tumore nuovo, per fortuna.
Nel giro di un mese dalla diagnosi mi hanno operata. Non tutto è andato come i dottori si aspettavano. Quando mi sono svegliata non riuscivo a muovere metà corpo. Pano piano ho ripreso un po’.
Mesi di fisioterapia, prima in struttura e poi alla Asl, la sensibilità nel braccio e nella gamba sono ancora pessime, mi sembra di camminare su delle uova, sento gli arti gonfi, mi aiuto con un bastone e la mano destra non collabora molto.
Ora sto cercando di riprendere una vita il più vicino a una vita normale, vedremo dove arriverò.
Nelle prossime riflessioni cercherò di raccontare i lati positivi e umani ma anche le difficoltà incontrate da me in questo nuovo mondo della disabilià.
