Le canzoni segnano la nostra vita, la accompagnano, la colorano.
Ci sono canzoni legate a momenti più impegnati e quelle dell’estate.
Sì perché l’estate è sempre un momento magico, un momento spensierato, in cui tutto prende una luce diversa.
Io sin da piccola sono sempre andata nello stesso luogo di villeggiatura. Prima gli amici erano quelli del palazzo dove stavo, con il giardino condominiale dove giocare tutti assieme. Poi la comitiva. Un gruppo eterogeneo di ragazze e ragazzi, con cultura, credo politico e religioso, interessi diversi e lontani ma in quel momento uniti da una linea invisibile che andava sopra a tutto: la voglia di stare assieme, di divertirsi. Lì sono nati i primi amori, i primi baci, i primi rientri tardi per andare alle feste, le prime uscite di gruppo.
Le feste venivano fatte proprio per poter tornare più tardi la sera, due teglie di pizza, uno stereo e il gioco era fatto.
Ancora oggi alcune di quelle canzoni sono rimaste nel mio cuore e ci resteranno per sempre e quando le ascolto mi riportano lì come alcune di Venditti o Spiagge di Zero. E in un attimo sono al mare, al bar del Poggio o al muretto. La pizza a pezzi, rossa e patate, i cuccioloni vinti a briscola, le partite di calcetto, di tennis e i primi lenti e poi i primi passi in discoteca, la vespa color carta da zucchero, il Ciao e il Si…
La vita mordi e fuggi, i lavori in cui puoi avere solo 15 giorni di ferie estive non permettono più a molti ragazzi di sapere che vuol dire avere la comitiva estiva (che poi li potevi frequentare anche d’inverno ma non era la stessa cosa).
Per almeno due mesi stavi con i tuoi amici, sempre assieme dalla mattina alla sera. La mattina al mare, il pomeriggio in piazzetta e la sera pure.
Era un mondo a sé stante che non ritornerà più ma starà sempre nel mio e nel loro cuore.
