Questa volta ero io


Campi Bisenzio, 28 settembre 2022

Quando le cose le vedi succedere è tutto diverso, anche se ti coinvolgono emotivamente, se stai male, se giri a destra e sinistra per stare con la persona coinvolta, comunque non sei tu.

Poi, un giorno, quella persona sei tu.

Per me è sempre stata importante la prevenzione. Ogni anno. Mammografia, ecografia al seno, visita ginecologica con ecografie e pap test, ecografia alla tiroide…

Sempre fatte regolarmente. Sempre tutto a posto. Fino a che un dottore mi ha detto “Questo nodulino non mi piace, non sarà nulla, ma ti consiglio la microbiopsia”. Detto fatto. In 15 giorni avevo il risultato. Carcinoma. Piccolissimo, si leva, si fanno le cure preventive e via. Routine.

Mi hanno operata il primo aprile, nessuno era mai riuscito a farmi uno scherzo così. Poi qualche chemio per sicurezza, per diminuire la possibilità di recidive, a seguire la radioterapia (20 sedute) e per condimento cura ormonale per 5 anni.

Alcune persone operate di tumore sono guerriere e guerrieri. Io no. Io sono stata trascinata in un vortice e mi sono lasciata trasportare dalle acque. Ho avuto momenti di paura, sono stressata, certo, ma sono stata fortunata. Ho trovato il medico giusto al momento giusto.

E sono nata al momento giusto, almeno per questa lotta. Perché magari anni fa non lo avrebbero visto così piccolo e quindi sarebbe andato avanti per molto. E tanti anni prima mi avrebbe ucciso.

Ora curare questi tumori è routine, entri in protocolli, ti dicono tutto. Comprese le percentuali di guarigione. E ora, grazie alla scienza, sono sempre di più le donne che guariscono o riescono a tenere sotto controllo questi tumori.

Le varie figure professionali che ti seguono durante il percorso ti accolgono e ti stanno vicine con calma e gentilezza, ti spiegano tutto e ti fanno stare coi piedi per terra. Poi ci sono gli angeli, infermiere e infermieri, che ti coccolano durante il percorso.

Però ogni tanto la paura e lo sconforto comunque prendono il sopravvento, qualcosa che capita agli altri è capitata a te e se non fosse per la scienza che è progredita non avresti armi per combatterla. E ti domandi… che altro potrebbe succedermi di imprevisto? Ma sono anche tante altre le domande che ti assalgono, dal “Ma se qualcosa andasse male?” a “Perché a me?”, tanti pensieri scorrono dentro. Poi pensi che tutto sta procedendo, che tutto si risolve. Sei stata fortunata, o forse meglio perché hai seguito i consigli dei medici di fare prevenzione. E questa non è fortuna, è scelta.

Non mi stancherò mai più di dirlo: la prima arma che abbiamo per combattere i tumori è la prevenzione, usiamiola, dipende tutto da noi.

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